Ulcere gastriche e duodenali

Eziologia: medicamenti antinfiammatori non steroidi rappresentano la principale causa di ulcere a livello dello stomaco e del duodeno e possono causare lesioni devastanti con perforazione e possibile peritonite. Nuovi medicamenti antinfiammatori (p.e. carprofen, etodolac, deracoxib, meloxicam) sono stati sviluppati per diminuire questo effetto collaterale, anche se il problema non viene azzerato e molti pazienti sviluppano comunque ulcere, nonostante l’utilizzo di questi nuovi medicamenti. Alcuni principi attivi sono conosciuti proprio per questo possibile effetto collaterale: naproxen e flunixin meglumina in primo luogo. Il rischio di sviluppare delle ulcere aumenta con l’utilizzo concomitante di altri medicamenti (p.e. corticosteroidi) ed in caso di ipoperfusione a livello del tratto gastrointestinale.

Altre cause descritte: insufficienza epatica acuta, tumori intestinali (leiomiosarcoma, linfoma o carcinoma), chirurgie intestinali dove la sutura della mucosa intestinale non viene effettuata correttamente, patologie dell’apparato endocrino (p.e. morbo di Addison), infiammazioni intestinali (IBD), tumori pancreatici che producono quantità eccessiva di gastrina (cosiddetti gastrinomi). Meno frequentemente anche corpi estranei taglienti possono essere la causa di grossi sanguinamenti a livello del tratto intestinale superiore. Alcuni tumori della pelle (mastocitomi) possono indurre secondariamente sanguinanti gastrici. Raramente anche gravi insufficienze renali possono causare ulcerazioni a livello del tratto intestinale.

Anamnesi: la cosa più importante da accertare è che il paziente non abbia assunto medicamenti ulcerogeni. L’anoressia può rappresentare l’unico sintomo mostrato da questi pazienti. A volte il proprietario riporta feci di colore nero (melena) o tracce di sangue nel vomito (ematemesi).

Visita clinica: pallore delle mucose, tensione addominale craniale, esplorazione rettale digitale con presenza di sangue digerito (melena), polso debole e febbre (soprattuto in caso di peritonite) i sintomi riscontrabili.

Esami di laboratorio: nel profilo ematologico completo viene spesso riscontrata una forma di anemia. In caso di perforazione con conseguente peritonite locale generalizzata: alzamento dei globuli bianchi e segni di tossicità. 

Ulcere duodenali diffuse

Radiografie del torace per escludere evtl. metastasi polmonari ed ecografia addominale per visualizzare i possibili organi coinvolti sono passi diagnostici raccomandati.

Nel caso in cui si sospetti un sanguinamento a livello del duodeno, nei seguenti casi è indicata una gastroduodenoscopia:

-Determinare la causa del sanguinamento attraverso la presa di biopsie

-Determinare se un evtl. chirurgia possa rimuovere le possibili ulcere

Trattamento: in base alla causa, sarà da orientare la terapia. Qui di seguito una breve panoramica dei medicamenti più comunemente utilizzati.

Antagonisti dei recettori H2 (cimetidina, ranitidina, nizatidina): sono generalmente inefficaci nel prevenire ulcere dovute all’utilizzo di medicamenti antinfiammatori non steroidei. Alcuni di questi mostrano maggior efficacia come procinetici che come medicamenti antacidi (p.e. ranitidina). Spesso questo genere di medicamenti viene utilizzato per prevenire possibili ulcere in animali che vengono sottoposti ad esercizio fisico vigoroso (p.e. cani da slitta).

Inibitori della pompa protonica (omeprazolo, lansoprazole, pantoprazole, esomeprazole, rabeprazolo, dexlansoprazolo): anche loro vengono utilizzati per diminuire la possibilità di ulcere in cani sottoposti ad esercizio fisico. Alcuni di questi principi attivi possono causare diarrea (p.e. omeprazolo).

Sucralfato: nell’ambiente acido presente nello stomaco,  reagisce con l’acido cloridrico e forma un materiale viscoso in grado di agire da tampone. Il sucralfato si lega anche alla mucosa non ferita e si ritiene che eserciti un simile effetto “barriera” sulla mucosa rigenerata e normale.

Misoprostolo: utilizzato soprattutto nella medicina umana, previene la formazione di ulcere in pazienti che utilizzano regolarmente medicamenti antinfiammatori non steroidi. Effetti collaterali descritti negli animali: diarrea, crampi addominali e aborto spontaneo.

Galeandro Luca, Dr. med. vet, DACVIM (SAIM), specialista in medicina interna, Galeandro Miriam, Dr.ssa med. vet, DACVIM (SAIM), specialista in medicina interna

 


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