Sterilizzazione laparoscopica

Gli interventi di ovariectomia, ovvero di castrazione della cagna (popolarmente chiamata anche sterilizzazione) è uno dei più frequenti in un centro veterinario.

Tradizionalmente, tale intervento avviene mediante laparotomia, ovvero apertura dell’addome mediante un’incisione di alcuni centimetri. In seguito si procede manualmente alla legatura dei vasi più importanti e all’asportazione delle ovaie. Per far questo, le ovaie sono portate al di fuori dell’addome sottoponendo il legamento ovarico, e quindi il peritoneo, a tensione. Questo è il momento in cui, seppure in anestesia, l’organismo dell’animale operato è maggiormente stressato.

Dopo l’intervento, i fattori legati a percezione del dolore dipendono dalla lunghezza delle incisioni e dalla tensione applicata al legamento ovarico.

Da qualche anno, per ridurre questi due fattori, anche nella medicina veterinaria è stata introdotta la “sterilizzazione” (ovariectomia) laparoscopica.

La laparoscopia permette di intervenire mediante piccole incisioni e non richiede l’applicazione di tensione ai legamenti ovarici. Infatti, la legatura dei vasi e la separazione delle ovaie dai legamenti avviene mediante apposite pinze all’interno dell’addome. Le ovaie sono in seguito asportate attraverso i fori stessi della laparoscopia.

Studi pubblicati su riviste veterinarie prestigiose confermano che l’ovariectomia laparoscopica produce mediamente meno stress all’organismo della cagna ed è in grado di ridurre i dolori postoperatori.

Generalmente l’intervento in laparoscopia è più costoso dell’intervento classico. Malgrado ciò, i vantaggi che presenta portano oggi molti proprietari di cani a richiedere questo intervento.

Bernasconi Curzio, Dr. med. vet, ECVS, specialista in chirurgia


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